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Cafam, dieci associazioni in rete per rilanciare l’affido familiare nelle Marche

18 Giugno 2026
Autore: Marco Benedettelli
Città: MACERATA

Sabato 27 giugno a Macerata la presentazione del Coordinamento e la firma dell’accordo programmatico. Tra le proposte, un Tavolo regionale dell’affido, protocolli territoriali condivisi e un sostegno stabile alle famiglie accoglienti.

Costruire nelle Marche un sistema dell’affido familiare più omogeneo, efficace e capace di sostenere concretamente i minori e le famiglie accoglienti. È l’obiettivo dell’accordo programmatico del Cafam, il Coordinamento delle associazioni delle famiglie affidatarie delle Marche, che viene presentato e sottoscritto sabato 27 giugno 2026, alle ore 10.30, a Macerata.

L’incontro, dal titolo “Cafam, una rete per l’accoglienza, una voce per il cambiamento”, si svolge nella sede dell’associazione La Goccia, presso il Salone Buon Pastore, in via Cesare Pavese 2. La partecipazione è gratuita, non richiede iscrizione ed è aperta ai volontari delle associazioni e a tutta la cittadinanza.

A sottoscrivere l’accordo sono le dieci associazioni aderenti al Coordinamento: Ecco Tuo Figlio, Famiglie per l’Accoglienza, La Goccia, Metacometa, Mondo Minore, Comunità Papa Giovanni XXIII, Rete Solidale Ambito 21, Tabgha – Insieme per Accogliere, Un Tetto e Una Famiglia per Tutti.

Le associazioni segnalano la progressiva diminuzione delle famiglie disponibili all’affido, la complessità delle procedure amministrative, la frammentazione degli interventi tra i diversi territori e la necessità di rafforzare il sostegno psicologico, formativo ed economico destinato alle famiglie accoglienti.

A queste criticità il Cafam risponde con una serie di proposte concrete. Il Coordinamento chiede innanzitutto il recepimento regionale delle Linee di indirizzo nazionali sull’affido familiare, per garantire pari opportunità e uniformità di trattamento in tutte le Marche.

Propone inoltre la costituzione di un Tavolo regionale dell’affido, come spazio stabile di confronto e coprogettazione tra Regione, Ambiti territoriali sociali, servizi, magistratura minorile, scuola, sanità, Terzo settore e famiglie affidatarie.

Tra gli altri obiettivi figurano l’adozione di protocolli territoriali condivisi, la semplificazione dei percorsi amministrativi, l’attivazione di forme permanenti di sostegno alle famiglie e la promozione di esperienze innovative, come l’affido culturale, l’affido leggero e le accoglienze di prossimità.

Il Cafam chiede infine di essere riconosciuto come interlocutore stabile nella definizione delle politiche regionali dedicate all’infanzia e all’adolescenza, mettendo a disposizione delle istituzioni il patrimonio di esperienza maturato dalle associazioni e dalle famiglie affidatarie.

L’accordo programmatico rappresenta una nuova tappa di un percorso avviato oltre dieci anni fa. Nato nel 2013, il Cafam mette in rete le realtà marchigiane impegnate nella promozione dell’affido familiare e nell’accoglienza dei minori che vivono situazioni di fragilità.

In oltre dieci anni di attività promuove iniziative di sensibilizzazione, formazione e sostegno alle famiglie affidatarie, collaborando con enti locali, Ambiti territoriali sociali, servizi sociosanitari e istituzioni regionali.

Nel luglio 2025 il Coordinamento avvia una nuova fase, ampliando la propria composizione a dieci associazioni e rafforzando la capacità di rappresentare le esperienze diffuse sul territorio regionale. I “Cantieri di idee” organizzati online e il convegno regionale del 31 gennaio 2026 ad Ancona diventano occasioni di ascolto e progettazione, con il coinvolgimento di famiglie, operatori, cittadini ed esperti di livello nazionale.

Da questo percorso emerge una convinzione condivisa: l’affido familiare non può poggiare esclusivamente sulla disponibilità e sulla generosità delle singole famiglie. Ha bisogno di una comunità accogliente, di servizi preparati e di istituzioni capaci di collaborare in maniera stabile.

“L’affido familiare non è soltanto una risposta a un’emergenza, ma una scelta di civiltà. Una comunità che sostiene l’accoglienza investe sul proprio futuro, rafforza la coesione sociale e tutela i diritti dei bambini e dei ragazzi più fragili”, sottolinea il Coordinamento.

La domanda da cui riparte il nuovo percorso del Cafam non è quindi soltanto “Chi è disposto ad accogliere?”, ma “Come possiamo costruire insieme una comunità capace di accogliere?”.

A riassumere il significato più profondo dell’iniziativa sono anche le parole di Giorgia, dieci anni: “Affido significa prendersi cura di una persona. Ogni bambino deve crescere in un amore intenso. Significa occuparsi e preoccuparsi degli altri”.

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