
“Artisti inquadrati”: a Fermo la fotografia diventa inclusiva e senza barriere
Inaugura il 15 maggio al Terminal “Mario Dondero” la mostra di Luca Bolognese: 90 ritratti in bianco e nero accessibili anche a persone con disabilità visive e uditive.
L’arte come strumento di riflessione, ma soprattutto come spazio aperto a tutti. È questo lo spirito di “Artisti inquadrati”, la mostra fotografica di Luca Bolognese promossa dall’associazione Sogni e Sipari APS. L’esposizione verrà inaugurata venerdì 15 maggio alle ore 18:30 presso il Terminal “Mario Dondero” di Fermo e resterà visitabile fino al 2 giugno. La mostra raccoglie 90 ritratti fotografici in bianco e nero, un’indagine visiva profonda che cattura i volti e le espressioni di artisti bolognesi provenienti da ogni disciplina. Oltre a promuovere la cultura contemporanea e la fotografia d’autore, l’iniziativa mira a creare un ponte culturale tra la realtà emiliana e il territorio marchigiano, arricchendo l’offerta turistica e L’arte per tutti: accessibilità e inclusione
La vera particolarità di questo evento risiede nel grande impegno profuso per garantire l’accessibilità universale. L’associazione Sogni e Sipari APS ha infatti previsto soluzioni specifiche per abbattere le barriere sensoriali:
- Interpretariato LIS: durante l’inaugurazione del 15 maggio sarà presente un interprete della Lingua dei Segni Italiana.
- Supporto per non vedenti e ipovedenti: il percorso espositivo include pannelli in Braille con descrizioni sulla mostra, sull’autore e sull’associazione.
- Audioguide e visite narrate: è stata predisposta un’audioguida dedicata; inoltre, su richiesta, gli addetti della mostra sono disponibili a organizzare incontri per “raccontare” i ritratti, trasformando l’immagine in narrazione.
La mostra è a ingresso libero e sarà aperta al pubblico tutti i giorni dal 17 maggio al 2 giugno, con orario pomeridiano dalle 17:30 alle 20:00. Un’occasione preziosa per la cittadinanza di fruire gratuitamente di uno spazio artistico che mette al centro non solo l’estetica del ritratto, ma il valore dell’inclusività sociale.





