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due persone giocano a ping pong
Le mattine di ping pong dell'associazione Psiche2000

Fuori dall’ombra, dentro la normalità

26 Febbraio 2026
Autore: Marco Benedettelli
Città: FERMO

 (da Vdossier*) – Psiche2000 a Fermo è al fianco di giovani e famiglie con problemi di fragilità mentale. Importante il ruolo dei volontari.

Ogni lunedì mattina sette palline da ping pong rimbalzano tra le due metà di altrettanti tavoli che diventano, in quelle ore, il centro di un mondo dove le differenze scompaiono allo schioccare delle racchette e dei rimbalzi e non si capisce più chi vive un periodo di fragilità psichica e chi è senza problemi, perché tutti giocano la stessa partita. “Gli stigma sociali crollano e la normalità trova il suo corso nel gioco del ping pong, come avviene in tutte le altre attività che organizziamo dal 1998” racconta Maria Fermani (“ma tutti mi chiamano Luana”, aggiunge), presidente dell’associazione Psiche2000, odv attiva nel territorio di Fermo. “Il tennis da tavolo avviene in piazza Sagrini, in un luogo aperto e visibile a tutti. Il giovedì invece c’è il corso di cucina, un’altra importante occasione di normalità e bel vivere condiviso. Poi facciamo i laboratori creativi e musicali, le passeggiate in montagna, le serate in pizzeria o le feste, come quella di Carnevale. Ore in cui giovani ragazzi e ragazze trovano ascolto, rifugio anche, scambio”.

Il tempo torna a scorrere leggero, si superano le scogliere invisibili che la società intorno ha lasciato emergere. “Vengono, stringono amicizie, si scambiano i numeri di telefono, a volte incontrano anche l’amore e si fidanzano. Come nella vita di tutti”, racconta Luana. Sono una cinquantina le persone che frequentano l’associazione; spesso arrivano da famiglie a loro volta fragili, che hanno bisogno di confronto per affrontare le svariate problematiche attorno alla salute mentale: pratiche, economiche, culturali. “Ci scoprono con il passaparola o sono indirizzate dall’Ast — continua Luana —. Vediamo che il sistema sanitario locale fa sempre più difficoltà a rispondere a una domanda che, in ambito mentale, si sta aggravando”. Le strutture di welfare sono in affanno: servizi come il trasporto dai piccoli comuni o il supporto alle famiglie non si trovano più.

È in questa terra di mezzo tra i bisogni dell’individuo e i meccanismi complessi delle istituzioni sanitarie che Psiche2000 si colloca: prova a fare da ponte, a sciogliere nodi, a non lasciare sole le persone. Dal suo osservatorio privilegiato, l’associazione racconta che alcune patologie più tipiche sono in ritirata, mentre tra i più giovani — molto spesso minorenni — aumentano vertiginosamente fenomeni di isolamento sociale estremo o esplosioni di violenza.

I volontari di Psiche2000 sono una trentina, formati con corsi ad hoc a seconda dei vari laboratori — sport, musica, cucina, intrattenimento —; poi ci sono tante persone che riescono a partecipare più sporadicamente. L’associazione non presta medicalizzazione o supporto terapeutico, ma lavora per smontare le barriere culturali attorno al disagio psichico, in giro per Fermo e nella propria sede al Complesso Sagrini dove si organizzano feste e incontri, “e che ci è stata donata in comodato d’uso dalla Fondazione Sagrini, che ringraziamo”. Qui hanno luogo anche gli sportelli di aiuto psicologico, grazie al sostegno volontario prestato da psicologi dell’Ast. C’è anche lo sportello di assistenza legale, sempre gestito da avvocati volontari. O il gruppo di auto-mutuo-aiuto per i genitori.

Interventi che si finanziano anche con la partecipazione a diversi bandi di welfare sociale, che si intrecciano al lavoro di rete con le altre associazioni del territorio e possono contare su Csv Marche per gli aspetti organizzativi e progettuali. Azioni che danno alle persone, alle famiglie e ai giovani la possibilità di emergere dall’ombra e di misurarsi con gli enti preposti alla salute mentale non da soli e senza strumenti, lungo percorsi dove le difficoltà si sommano e si alimentano, ma accompagnati e ascoltati da una comunità che non ha bisogno di false etichette per orientarsi.

* di Marco Benedettelli

Articolo pubblicato sul webmagazine Vdossier

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