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Un gruppo di persone in un prato
I partecipanti a Vacanze anziani, organizzati dai centri socioculturali nel 2023.

Un nuovo vento sui Centri socioculturali

17 Febbraio 2026
Autore: Marco Benedettelli
Città: PESARO

 (da Vdossier*) – Il Comune di Pesaro ha ripensato il futuro di una risorsa storica con un percorso di amministrazione condivisa che vede il Csv Marche tra i partner insieme ad Ancescao.

C’è un grande potenziale da una parte, c’è una città dall’altra e in mezzo il Csv Marche che anima la comunità, soffiandoci sopra come su un fuocherello da irrobustire. Possiamo immaginare così l’iniziativa che sta prendendo forma a Pesaro da un anno a questa parte, dove il Centro servizi per il volontariato delle Marche è impegnato insieme all’amministrazione comunale nell’animare, rigenerare e rilanciare sul territorio i dieci Centri socioculturali della città. Parliamo di un patrimonio storico cittadino, con migliaia di tesserati, presìdi di quartiere che hanno visto scorrere generazioni e generazioni, comprese quelle più giovani che continuano a guardare a questi spazi come punti di riferimento.

Si tratta di un intervento di co-programmazione e co-progettazione, partito nel 2025 e destinato a proseguire anche il prossimo anno, nel segno della sussidiarietà e dell’amministrazione condivisa con il Comune. Tutte parole chiave nei testi della riforma del Terzo settore.

“I Centri socioculturali rappresentano una risorsa storica per Pesaro e da oltre quarant’anni sono presìdi di comunità fondamentali per il nostro welfare locale – spiega Luca Pandolfi, assessore alle Politiche sociali, alle Associazioni e al Volontariato di Pesaro –. Il percorso avviato che come Comune abbiamo ideato e che stiamo svolgendo insieme ai partner Csv Marche e alle associazioni cittadine, nasce dalla volontà di valorizzare quanto costruito nel tempo e, allo stesso tempo, di accompagnare questi spazi in una nuova fase”. “Quello che stiamo facendo oggi è valorizzare lo spirito originario dei centri, aggiornandolo alle esigenze attuali e creando nuove sinergie con scuole, associazioni, parrocchie e realtà del Terzo settore che già operano nei quartieri. È un lavoro che non parte da zero, ma che mette in relazione risorse, competenze e bisogni emersi dal territorio. I cambiamenti demografici e sociali ci chiedono di immaginare centri sempre più aperti e capaci di parlare a tutte le generazioni. La co-programmazione e la co-progettazione ci permettono di farlo in modo condiviso, rafforzando il ruolo dei Centri socioculturali come luoghi di incontro, inclusione e partecipazione attiva della comunità”.

Il Comune di Pesaro è il responsabile e ideatore dell’iniziativa; al Csv Marche spetta il compito di organizzarne le attività, strutturarle e dare loro concretezza: in una parola, facilitarle. Un ruolo in cui il Centro servizi per il volontariato si trova perfettamente a proprio agio.

“Sono ottantaquattro le associazioni coinvolte. Lo sportello di Pesaro conosce a fondo le realtà che vivono i centri e operano attorno ad essi. Si è quindi trattato di censirle, chiamarle a raccolta per far emergere bisogni, criticità, desideri e aspettative. Da qui l’elaborazione di risposte condivise all’interno di un programma di lavoro”, racconta Tomas Nobili, presidente della Delegazione provinciale CSV di Pesaro e Urbino. Tutte attività che hanno visto l’ente coinvolgere energie, potenzialità, competenze e risorse presenti nei quartieri e lavorare in sinergia con il Comune di Pesaro, un amministrazione che dal 2024 è forte anche d’un regolamento di Amministrazione condivisa sottoscritto con l’Ats1, per il coinvolgimento e della partecipazione dei soggetti civici ai processi di elaborazione delle politiche pubbliche di welfare.

In questo quadro, il volontariato è la colonna vertebrale del percorso e si è dimostrato ancora una volta una forza di coesione per la città. Un ruolo fondamentale lo svolge l’Ancescao (Associazione nazionale centri sociali, comitati anziani e orti), presente in ogni struttura in virtù della convenzione proprio con Comune per la gestione dei dieci Centri.

Il lavoro si è sviluppato attraverso 12 interviste, 10 focus group territoriali e incontri con 81 organizzazioni, per un totale di 107 partecipanti complessivi. Per ognuno di questi spazi, grazie al coordinamento del Csv Marche, oltre a criticità e desideri sono state mappate anche le risorse del quartiere circostante: centri diurni, palestre, scuole di musica e i rispettivi enti del Terzo settore che ne curano la gestione. L’obiettivo è costruire una rete che tenga conto dei bisogni culturali delle diverse zone cittadine e del profilo demografico.

“Questo lavoro di connessione tra risorse esistenti non vuole produrre un elenco statico, ma uno strumento dinamico capace di rendere visibili le sinergie possibili, attivare leve intergenerazionali e trasformare i centri in luoghi sempre più aperti, capaci di mettersi al servizio della comunità. E viceversa, permettere alle associazioni del contesto di contribuire alla vita dei circoli, in un’operazione di mutuo scambio”, continua Tomas Nobili.

Ora, definito il programma, nella prossima annualità il compito sarà condividere anche la progettazione operativa del percorso che andrà a rinnovare il ruolo dei Centri socioculturali. L’obiettivo, spiega il Comune di Pesaro, è favorire nuove sinergie e collaborazioni con decine di realtà locali e restituire a queste realtà aggregative un ruolo rinnovato di cuori pulsanti, solidali e inclusivi della città, funzione che svolgono da oltre quarant’anni. Inoltre, promuovere azioni capaci di stimolare l’intergenerazionalità, avvicinando ai circoli persone di tutte le fasce d’età.

“Quello che sta accadendo a Pesaro è uno primo esempio di amministrazione condivisa nella nostra regione, a sua volta uno dei tanti volti dell’animazione di comunità, tra le funzioni che il nuovo Codice del Terzo settore affida ai Csv e che il Csv Marche porta avanti attraverso numerose altre azioni, dai percorsi formativi alle reti collaborative – spiega il presidente del Centro Servizi per il Volontariato marchigiano, Paolo Gobbi –. Quanto sta prendendo forma con la co-programmazione e co-progettazione dei Centri socioculturali, grazie e insieme all’amministrazione di Pesaro, è particolarmente significativo. Scenari simili potrebbero aprirsi anche in altri Comuni dove tale modello è stato di recente inserito nello statuto comunale, come Tolentino o Fano. In queste comunità il Csv Marche potrebbe essere chiamato proprio nel ruolo di facilitatore, cioè organizzatore, mediatore e moderatore nell’incontro tra associazioni ed enti del Terzo settore, amministrazioni e sistema di welfare, per costruire patti dinamici, nuovi e multiattoriali, armonizzando ed equilibrando incontri, scambi e percorsi”.

*di Marco Benedettelli

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