Tra ricette, letture e legami, essere volontaria europea a Recanati


Dalla Francia alla Spagna, fino a Recanati, per conoscere e conoscersi. Lara, volontaria europea al Centro Fonti San Lorenzo, è la protagonista di questa puntata del podcast e del blog.
Lara Bouchière-Ben Méziane è, come si dice, una cittadina del mondo. Ha 27 anni, è nata e cresciuta in Francia e ha partecipato a due Erasmus in Spagna, grazie ai quali ha imparato l’italiano. Dopo la laurea in Sociologia, ha deciso di prendersi un anno sabbatico e di dedicarlo al volontariato europeo. Dallo scorso novembre, è volontaria dell’associazione Centro Fonti San Lorenzo di Recanati (Mc).

Come sei arrivata a Recanati?
Avevo appena finito la laurea magistrale e non avevo potuto proseguire subito con il dottorato. Quindi, mi sono detta: “Ok, forse faccio una piccola pausa”. In realtà, all’inizio pensavo di andare in Germania, per imparare il tedesco. Poi, ho pensato che sarebbe stata una buona idea venire in Italia, per scoprire un Paese di cui parlavo la lingua, grazie a un coinquilino italiano conosciuto in Erasmus, ma in cui non ero mai stata. Ed eccomi qua, a Recanati, dove resterò fino a settembre.
Di cosa ti occupi nell’associazione?
Di cucina popolare. Il centro è diviso in due parti: una educativa e una culturale. Io sono nella seconda, che si chiama Ask (Art social kitchen, ndr) e che comprende il bar e il ristorante. Faccio la cuoca e la cameriera. A volte, prepariamo delle ricette francesi, così posso apportare anche le mie conoscenze culturali. Mi sono ritrovata a cucinare, nonostante la poca esperienza, ma sono contenta perché non avrei mai pensato di farlo. Ho acquisito competenze che altrimenti non avrei mai avuto. Sono molto felice di poter scoprire nuove cose in un ambiente sicuramente più accogliente di quello lavorativo. Poi, c’è la parte sociale: parlare con le persone del quartiere, persone molto diverse tra loro, è divertente e interessante.

Cos’è Ask?
È un esperimento che esiste da un anno. Per me, è molto emozionante far parte di questo progetto perché è nuovo ed è più facile metterci qualcosa di mio. Ogni prima domenica del mese proponiamo un pranzo popolare per gli abitanti della zona. Bar e ristorante sono aperti tutti i giorni, dalle 16 alle 21.30, il fine settimana un po’ di più. Ogni giorno c’è la pizza. Ogni settimana proponiamo un aperitivo diverso. Tutto a prezzi popolari. L’idea è di permettere alle persone, che forse non potrebbero andare in un ristorante “normale”, di mangiare qualcosa, speriamo, di buono e sicuramente di economico. Poi, ci sono anche altre attività. Ad esempio, da qualche settimana io propongo l’arpentage.
Di che si tratta?
È un laboratorio di lettura condivisa. Ogni mercoledì ci ritroviamo per leggere insieme un libro. Strappiamo le pagine, lo so che sembra strano, e ogni persona legge un capitolo. Poi, facciamo un riassunto e ne parliamo. È un modo per condividere qualcosa come la lettura che di solito facciamo da soli. Forse, è anche un modo per desacralizzare i libri. L’idea è di dire: “Ne facciamo quello che vogliamo, l’importante è capire il contenuto, parlarne insieme, provare a sperimentare nuove idee e pensieri, ognuno con le proprie competenze”.

È la tua prima esperienza di volontariato?
No, ho fatto il Servizio civile in Francia, ormai dieci anni fa. Ma è stata un’esperienza molto diversa. Ero più insicura e timida. Ora mi sento più sicura, impegnata e so anticipare quello che mi viene chiesto. Sento di potermi concentrare sul contributo che posso dare come Lara, come persona che ha studiato Sociologia, che ha avuto esperienze internazionali, che è capace – credo – di mostrare una certa intelligenza emotiva e organizzativa.
Cosa ti piace di quello che stai facendo?
Mi piace molto il contesto internazionale, il fatto di poter parlare diverse lingue ogni giorno e di fare parte di questa diversità. Mi piace condividere le cose importanti, quelle che ti toccano da vicino. E, poi, imparo tanto. Ho imparato a fare molte cose e a farle bene, ma senza correre, pensando anche al mio benessere.

Ci dici con una parola cos’è per te il volontariato?
Impegno. Perché, al di là di quello che devo fare ogni giorno, c’è un vincolo tra il volontariato e la mia vita personale. Sono collegati in modo molto forte. Sono sempre me stessa, nel volontariato e negli altri momenti della mia vita. Non ho una maschera, non nascondo niente. Certo, non sono soltanto Lara la volontaria europea, ma in questa fase della mia vita incorporo questo ruolo e sento di poter apportare qualcosa.
E dopo settembre?
Vorrei fare il dottorato ma, se non sarà possibile, forse resterò ancora un po’ qui. Poi, tornerò in Francia e vedremo. O rimarrò in Italia. Chissà.

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