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Una sala gremita
Dal seminario conclusivo del percorso di formazione

“Anziani fragili, sempre più debiti per le famiglie. Occorrono nuovi modelli di welfare”

28 Gennaio 2026
Autore: Marco Benedettelli
Città: MACERATA


Momento di riflessione al seminario sull’assistenza e sulle nuove forme di residenzialità, organizzato dall’associazione L’Albero dei Cuori Aps al culmine di un lungo percorso formativo con la collaborazione di Csv Marche ets nei percorsi di formaizone partecipata. E’ intevento all’incontro anche il presidente di Csv Marche Paolo Gobbi.

Mancano i posti letto nelle strutture, non si trovano le badanti e le famiglie si indebitano per l’assistenza agli anziani fragili. È l’allarme lanciato dall’associazione L’Albero dei Cuori–Anteas nella Sala Caselli dello Sferisterio di Macerata, in occasione del convegno che ha concluso un lungo percorso formativo dedicato proprio al welfare per la terza età dal titolo “Oltre le case di riposo e l’assistenza domiciliare: nuove forme di residenzialità e servizi per anziani fragili”, un corso iniziato a ottobre e organizzato da L’Albero dei Cuori Aps in collaborazione con Anteas Marche, CSV Marche, Anteas Macerata, ATS 15, ATS 16, Comune di Macerata, Anffas Sibillini e FNP CISL Marche.

“La carenza di posti letto nelle case di riposo convenzionate e la quasi impossibilità di trovare assistenti familiari (badanti) porta le famiglie a indebitarsi per strutture con costi anche di 5.000 euro al mese”, ha sottolineato il presidente de L’Albero dei Cuori, Nazzareno Tartufoli, criticando “un sistema assistenziale ormai datato, che si basa quasi esclusivamente, salvo rare eccezioni, su casa di riposo, residenza protetta e assistenza domiciliare con badante”.

L’incontro, preceduto dai saluti istituzionali online dell’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro che, sottolinea l’associazione L’Albero dei Cuori, “ha dimostrato attenzione e disponibilità al confronto sul tema dell’anziano fragile e del sostegno domiciliare che il Terzo settore può apportare”, è proseguito con l’esposizione, da parte della dottoressa Alessia Guidi delle proposte emerse dal percorso formativo sulle nuove forme di residenzialità, scaturite dalla partecipazione di circa 200 persone.

“Idee concrete – continua L’Albero dei Cuori – come: creare, con l’ausilio delle associazioni, punti informativi e formativi socio-sanitari nei territori e nelle farmacie dei servizi; attivare percorsi di teleassistenza smart e forme di sostegno domiciliare leggero alle famiglie; progettare diverse modalità abitative per gli anziani (comunità alloggio, co-housing diffuso, coabitazione anziani/studenti, ecc.); riportare le attuali case di riposo comunali alla loro funzione originaria, facendo risparmiare ai Comuni quella spesa impropria di circa 130/150.000 euro annui; creare strutture socialmente ed economicamente sostenibili per la non autosufficienza, come anche sperimentare l’assistenza domiciliare al non autosufficiente”.

L’incontro conclusivo del percorso formativo si è tenuto lo scorso sabato in una gremita Sala Caselli dello Sferisterio di Macerata, con la partecipazione di un pubblico numeroso, attento e qualificato, composto anche da diversi amministratori comunali. Tra i partecipanti, anche il segretario FNP CISL Gianluca Puliti, che ha dichiarato: “Il tempo è scaduto! Ci accorgiamo tardivamente di quanto le statistiche ci dicono da decenni, senza che siano state prese in seria considerazione. Oggi siamo costretti a confrontarci con servizi insufficienti e non adeguati”. “Nel frattempo il carico assistenziale è retto quasi totalmente dalle famiglie, sia in termini di cura sia di costi delle strutture, che lievitano in modo esponenziale. Se non ci affrettiamo a sostenere quelli che sostengono – ha sottolineato Puliti – il sistema crolla”.

“L’indice di vecchiaia di Macerata è pari a 280, ossia 28 ultrasessantacinquenni ogni 10 under quattordicenni; nell’entroterra l’indice arriva a 350”, ha ricordato il neo direttore socio-sanitario dell’AST Macerata, dottor Massimiliano Cannas. “Dobbiamo prenderne atto e, come azienda sanitaria, avere l’obiettivo non solo di curare, ma anche di prendersi cura. La strategia che ritengo più opportuna per integrare sociale e sanitario – continua Cannas – è quella di vincere insieme, in un’ottica win-win”.

Maria Elena Tartari, direttore dei Servizi sociali della Regione Marche, ha evidenziato come “sia in atto, a livello nazionale e regionale, un ripensamento delle modalità di gestione dei servizi. Recente è infatti la riforma della disabilità; a breve arriveranno quella dell’assistenza agli anziani e le linee guida per il senior co-housing. Dopo 25 anni, finalmente i LEPS (Livelli essenziali delle prestazioni sociali) vengono definiti a livello nazionale e declinati negli Ambiti sociali attraverso l’indirizzo normativo derivante dal Piano sociale 2020/2022, verso l’utilizzo prioritario della co-progettazione e dell’innovazione sociale”.

Il presidente di Anteas Marche, Dino Ottaviani, e il presidente del Csv Marche Ets, Paolo Gobbi, hanno confermato come la Regione Marche si sia mossa in piena sinergia tra maggioranza e opposizione per approvare la legge su co-programmazione e co-progettazione, prima tra le regioni italiane, e come, sulla scia di quanto già fatto dal Comune di Tolentino, sia necessario che i Comuni procedano con l’approvazione del regolamento comunale attuativo della norma regionale.

“Abbiamo chiuso la prima parte, quella laboratoriale – ha concluso il presidente Tartufoli – si apre ora quella operativa, nell’impegno di trasformare le parole in fatti!”

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