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Una foto in bianco e nero di donne al lavoro attorno a un tavolo.
Fermo immagine dal video https://www.youtube.com/watch?v=stLkwxhpgUc&t=2s

“Cambiare il discorso. Cambiare lo sguardo”, un incontro sulla storia delle sigaraie di Chiaravalle

15 Maggio 2026
Autore: Marco Benedettelli
Città: ANCONA

Giovedì 28 maggio, all’Archivio di Stato, Silvia Caporaletti racconta la vita in Manifattura tra lavoro femminile, emancipazione e restrizioni.

La storia delle sigaraie di Chiaravalle, il loro ruolo nel lavoro, nella vita familiare e nel processo di emancipazione femminile è al centro dell’incontro “Tra emancipazione e restrizioni: la vita in Manifattura delle sigaraie di Chiaravalle”, tenuto da Silvia Caporaletti, già direttrice dell’Archivio di Stato di Ancona.

L’incontro si svolge giovedì 28 maggio 2026, alle ore 16.30, all’Archivio di Stato di Ancona, in via A. Maggini 80. Sono previsti i saluti istituzionali di Orlanda Latini, assessora alle Pari opportunità del Comune di Ancona.

L’appuntamento è il terzo del ciclo “Cambiare il discorso/Cambiare lo sguardo – Contributi per il contrasto alla discriminazione di genere”, promosso da Reti Culturali Odv con il patrocinio del Comune di Ancona, in collaborazione con Archivio di Stato di Ancona, Deputazione di Storia Patria per le Marche, Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere e Arti e Le Cento città, con il sostegno del Csv.

Focus dell’iniziativa è la Manifattura Tabacchi di Chiaravalle, nata nella storica sede del primo insediamento monastico benedettino delle Marche. Una vicenda lunga e articolata, che prende avvio nel dicembre 1757, quando i monaci benedettini concedono ai privati la produzione e la commercializzazione del tabacco, e prosegue fino al 1860, con l’ingresso della fabbrica di Chiaravalle nel sistema italiano delle Manifatture Tabacchi, arrivando poi agli anni più recenti.

Per circa 250 anni il ruolo delle donne nel mercato del lavoro segna la storia di Chiaravalle, rappresentando un fenomeno storico, culturale e sociale interamente femminile, attorno al quale si costruiscono la ricchezza del territorio e l’organizzazione della vita familiare. Le sigaraie, come erano chiamate le operaie impiegate presso la manifattura, sono a lungo un punto di riferimento economico e sociale per la comunità cittadina.

Attraverso i documenti emerge una realtà complessa e a doppia faccia. Da un lato, le dure condizioni di un lavoro caratterizzato da una rigida disciplina e svolto in un ambiente nocivo per la salute. Dall’altro, lo sviluppo di forme di welfare aziendale non comuni per l’epoca e piuttosto avanzate, con la creazione di una sala materna e di un asilo nido aziendale, nei quali crescono generazioni di bambini e bambine di Chiaravalle.

Più che riconoscere una insolita lungimiranza da parte della Manifattura, si può immaginare che il non doversi caricare di preoccupazioni riguardo ai figli renda le sigaraie più disponibili a concentrarsi sul lavoro. Certamente, però, sono proprio il lavoro e l’indipendenza economica a valorizzare il ruolo delle donne e contribuire a costruire il loro percorso di emancipazione.

A testimonianza di una delle tradizioni più vive della città, alle sigaraie è stato recentemente intitolato il Viale delle Sigaraie, una strada alberata che collega il centro del paese agli edifici della Manifattura, ristrutturati dopo il 1945 dall’architetto Pierluigi Nervi.

La data della conferenza è scelta anche in prossimità della Giornata mondiale senza tabacco, promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità, che si celebra il 31 maggio.

Per informazioni: Reti Culturali Odv, reticulturali16@gmail.com, 348 33 83 290.

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