“Decoro, cultura e tradizione: così mi prendo cura della ‘mia’ Arcevia”


Dal volontariato nella Pro Loco al Servizio civile al tutoraggio nel progetto “Ci sto? Affare fatica – Facciamo il bene comune”: i tanti modi di Asya per amare il suo paese, in questa puntata del podcast e del blog.
“È la cura delle cose a cambiare le cose”. Una frase che per Asya Brescini è diventata motto di vita. Venticinque anni, laureanda in Scienze dell’educazione e della formazione, la giovane è letteralmente innamorata del suo paese, Arcevia. Un amore che, attraverso il volontariato, trasforma in azioni concrete di promozione, cura e valorizzazione. Tra pochi giorni, Asya inizierà il terzo anno da tutor nel progetto di cittadinanza attiva “Ci sto? Affare fatica! – Facciamo il bene comune“. Ma, nonostante la giovane età, la sua storia di volontariato parte da lontano.

Cominciamo dall’inizio.
Da sempre, sono molto legata al mio paese. Mi sento un po’ come una mamma chioccia che protegge il suo comune, un posto bellissimo che ha tutto. Visto che volevo dare una mano nell’organizzazione degli eventi più importanti, complice mia madre che era nel direttivo, nel 2016 sono entrata nella Pro Loco di Arcevia. Con il tempo, il mio modo di fare volontariato ha un po’ cambiato forma. Oltre agli eventi, mi sono occupata di accoglienza turistica, soprattutto d’estate, e di mostre ed esposizioni. Mi piaceva tantissimo e ho voluto continuare. Tra il 2022 e il 2023 ho fatto il Servizio civile, sempre nella Pro Loco, con un progetto sulla riscoperta del territorio marchigiano, dell’enogastronomia e della cultura. Ora faccio parte dell’Associazione culturale di Magnadorsa (frazione di Arcevia, ndr) e, oltre a curare i social, porto a tavola durante la Festa dell’uva e presento il piatto tipico che ogni anno, durante la festa, si contende il titolo di Miglior piatto della tradizione.

Parliamo di “Ci sto? Affare fatica! – Facciamo il bene comune”, come l’hai scoperto?
Come diciamo noi millennials, “scrollando” i social. Ho visto l’annuncio, mi ha incuriosito e ho deciso di candidarmi. Avendo studiato Scienze dell’educazione, pensavo che mi avrebbe dato modo di provarmi addosso un ipotetico lavoro, di mettermi alla prova e di vedere come avrei potuto cavarmela, perché guidare un gruppo di quasi adolescenti non è facile. Inoltre, mi piacciono molto il verde, la cura e la creatività. L’ho visto come un modo per mettere tutto questo insieme.
Ci sei riuscita?
Assolutamente sì. È stata un’esperienza bella e soddisfacente. Nel 2024 sono stata una settimana a Serra De’ Conti e una a Montecarotto, nel 2025 una ad Arcevia e due a Serra De’ Conti. Complessivamente, ho coordinato una cinquantina di ragazzi. Abbiamo cartavetrato tantissimi tavoli e panchine, riverniciato, strappato erbacce, pulito scalette. L’anno scorso abbiamo completamente ripitturato le mura di una scuola, che erano piene di graffiti. Vedere un luogo di istruzione ridotto così da alcuni giovani ti fa perdere un po’ la speranza. Ma vedere altri giovani che si danno da fare per pulirlo te la ridà.

Che ti piace di questo progetto?
La gratificazione e la gratitudine che mi fa provare. Che sia il “grazie” di una signora che ti vede all’opera e ti ringrazia per quello che stai facendo o la soddisfazione dei ragazzi dopo aver portato a termine una mansione, nonostante la fatica, o i volontari “anziani” contenti del risultato. È tutto molto bello. Per questo penso che ogni Comune dovrebbe partecipare a questa iniziativa. Certo, è vero che in una settimana non si ridipinge tutto il mondo, ma è la cura delle cose a cambiare le cose. Possiamo vivere nel più bel Comune del mondo, ma se mancano ordine, decoro e pulizia, la bellezza scompare.
Ne hai parlato anche nella tua tesi di laurea.
Sono partita da una riflessione sul sistema formativo integrato. Tra i punti da sviscerare c’erano il disagio giovanile e il ruolo dell’educatore. Ho pensato: “È perfetto”. Durante le settimane del progetto, avevo somministrato ai ragazzi un questionario, più che altro per avere un ricordo. In realtà, si è rivelato molto utile e l’ho inserito nella tesi. È sicuramente un’esperienza positiva, da portare avanti, perché l’educazione non si fa solo all’interno delle mura scolastiche, ma anche e soprattutto fuori.

Tra pochi giorni si ricomincia.
Sì, ho saputo che la mia domanda è stata accolta e che sarò di nuovo tutor ad Arcevia. Sono felicissima e sono sicura che sarà ancora più soddisfacente degli scorsi anni perché, dopo quattro mesi di tirocinio in un centro per l’infanzia, cambiare completamente fascia d’età è una sfida ancora più grande.
Ci dici con una parola cos’è per te il volontariato?
Gratificazione, verso gli altri e verso me stessa. Mi fa sentire grata avere la possibilità e il tempo di poter aiutare qualcun altro. Inoltre, fare qualcosa che mi viene dal cuore, senza volere niente in cambio, e vedere che viene apprezzato, mi fa sentire davvero bene.

CSV Marche ETS - Centro Servizi per il Volontariato delle Marche ETS - Via Della Montagnola 69/a - 60127 Ancona
C.F. 93067520424 - Partita IVA 02596800421 - iscrizione al RUNTS decreto n. 85 del 24/05/2022 | Privacy Policy