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“Racconto la mia esperienza per dare coraggio ai più giovani”

4 Novembre 2026
Autore:
Francesca Pasquali
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Il percorso di Lucia D’Ercoli, ventiduenne di Campofilone (Fm), all’interno del Gruppo Giovani Valdaso. Lucia è la protagonista di questa puntata del podcast e del blog.

Quando è entrata a far parte del Gruppo Giovani Valdaso, Lucia D’Ercoli, 22enne di Campofilone (Fm), laureanda in Lingue aziendali, aveva appena dodici anni. L’associazione interparrocchiale di cui è volontaria dal 2022 e che quest’anno ha festeggiato i trent’anni di attività è diventata uno dei punti di riferimento della sua vita.

Lucia D'Ercoli durante un'attività dell'associazione
Lucia D’Ercoli durante un’attività dell’associazione

Come hai conosciuto l’associazione?
Grazie a un camposcuola a cui i miei genitori hanno voluto mandarmi. Ancora oggi li ringrazio per averlo fatto, perché è stato un cambiamento importante per me. Da lì, ho proseguito fino a diventare educatrice, attività che svolgo insieme a tanti altri ragazzi, con voglia, entusiasmo e, soprattutto, passione. È una cosa bella perché, come si dice dalle mie parti, “non ce lo comanda nessuno”. Lo facciamo perché vogliamo, perché ci piace e ci troviamo bene insieme.

Com’è stato crescere all’interno del gruppo?
A me il gruppo ha insegnato veramente tanto. Se oggi sono quella che sono, è anche grazie al percorso che ho fatto al suo interno. Sono sempre molto positiva e, ogni volta che partecipo a un evento che organizziamo, cerco di trasmettere la gioia che mi dà essere lì in quel momento. Cerco di dare coraggio e di invogliare gli altri a fare quello che mi sono sentita di fare io.

Lucia D'Ercoli (a destra), insieme a un'altra volontaria, durante un'attività dell'associazione
Lucia D’Ercoli (a destra), insieme a un’altra volontaria, durante un’attività dell’associazione

Che tipo di attività organizzate?
L’evento più importante è il camposcuola. Si tiene d’estate ed è rivolto ai ragazzi dalla quinta elementare alla terza media. Poi, ci sono il Teen Camp, in inverno, per i ragazzi dal primo al terzo superiore, e le attività per gli educatori e per chi sta diventando educatore, per fare gruppo. Durante l’anno, inoltre, organizziamo incontri periodici, ognuno con un tema centrale, come il futuro, la fede o l’ansia, e un filo conduttore che li unisce. Sono momenti di libertà assoluta in cui nessuno ha paura di dire quello che pensa e quello che viene detto all’interno del gruppo rimane lì.

Durante gli incontri vengono affrontati temi impegnativi. Quali strumenti utilizzate per parlarne con i ragazzi?
Lo strumento principale è l’esperienza personale. Siamo in tanti ad affrontare uno stesso tema e, anche se non abbiamo particolari competenze, più pareri possono aiutare, perché ogni esperienza è diversa dall’altra. Aprendoci, lasciamo un segno ed è proprio quello che avvicina i ragazzi, perché ti sentono vero, sincero e non spaventato di mostrare davvero chi sei.

Lucia D'Ercoli insieme ad altri due volontari dell'associazione
Lucia D’Ercoli insieme ad altri due volontari dell’associazione

Ci racconti l’episodio della tua esperienza di volontariato a cui sei più legata?
Il camposcuola del 2023. Non dovevo neanche esserci perché lavoravo in uno chalet al mare, ma non so chi ha voluto che quella settimana piovesse sempre e ho potuto partecipare. È stato un periodo di profondo cambiamento, grazie agli altri educatori che mi sono stati vicino, ma soprattutto ai ragazzi del mio gruppo. Non dimenticherò mai l’ultimo giorno, quando sono stati loro a guidare la riunione al mio posto. Per me, è stato un atto d’amore e di fratellanza fondamentale. Ricordo quel camposcuola come uno dei momenti più belli vissuti all’interno del gruppo.

Cosa porti con te di queste attività?
Ogni volta che torno a casa, c’è sempre qualcosa detta da qualcuno che ha lasciato il segno. È qualcosa che si percepisce di più quando facciamo le uscite, perché vedi sempre le stesse persone e affronti sempre determinati temi. Magari, c’è un ragazzo che il primo giorno non dice niente, ma già il terzo giorno ti racconta la sua vita. Questo vale per il ragazzo e l’educatore, ma anche tra ragazzi. Se un ragazzo confida di essere spaventato da qualcosa, i coetanei fanno attenzione a non andare a toccare quella cosa. È il particolare che ti rimane dentro, perché è un momento, in questo mondo caotico, in cui c’è l’ascolto vero e quell’ascolto vero ti permette di empatizzare con l’altra persona.

Lucia D'Ercoli durante un'attività dell'associazione
Lucia D’Ercoli durante un’attività dell’associazione

Ci dici con una parola cosa rappresenta per te il volontariato?
Empatia. Io sono una persona aperta ed empatizzare mi riesce facilmente, ma nell’associazione ho conosciuto tante persone totalmente diverse da me, che hanno imparato a farlo. Entrare in contatto con gli altri non è facile. Ci riesci perché lo vuoi veramente. È una cosa che impari. Impari a entrare dentro l’altro.

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