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“Per aiutare gli altri, supero le mie paure”

23 Settembre 2026
Autore:
Francesca Pasquali
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Foto di Fabio Sianu
Fabio Sianu

Da donatore a volontario Avis Pesaro: Fabio Sianu è il protagonista di questa puntata del podcast e del blog

Foto di Fabio Sianu durante una donazione di sangue
Fabio Sianu durante una donazione di sangue

“Certe volte dico: ‘Che palle, mi devono bucare il braccio, mi darà un po’ fastidio’.
Ma poi mi fermo e penso che c’è gente che ogni giorno deve combattere con malattie o vede i propri giorni contati. Io questa sfortuna non ce l’ho e mi lamento di un ago? È questo il motivo per cui, ogni volta che posso, accetto di donare.”

Ha superato la paura degli aghi, Fabio Sianu, per quello che definisce “un bene superiore”. Ventunenne di Pesaro, studente di Ingegneria aerospaziale all’Università di Forlì, da un paio d’anni il giovane è volontario di Avis Pesaro Odv.

Come hai conosciuto l’associazione?
Volevo donare il sangue da quando avevo 18 anni. Durante l’università, un giorno sono arrivati dei ragazzi dell’Avis di Forlì e mi sono messo in contatto con l’associazione per rendere definitiva questa scelta. L’ho fatto a Pesaro, nella città in cui sono nato e vivo.

Foto di Fabio Sianu insieme alla mamma
Fabio Sianu insieme alla mamma, volontaria di Avis Pesaro

Da donatore a volontario, com’è avvenuto il passaggio?
Mi è capitata l’opportunità. Sono stato invitato a una festa organizzata da Avis Pesaro e mi sono inserito. Ho trovato un ambiente bello che mi ha fatto sentire a casa. È un gruppo unito che con il tempo è diventato un po’ come una famiglia. Il messaggio che portiamo è quello che mi ha fatto avvicinare ulteriormente. Sono entrato per caso e ci sto rimanendo perché mi piace l’ambiente e quello che facciamo.

Cosa fa un volontario Avis?
Si impegna nel fare una “propaganda” quanto più positiva possibile per avvicinare le persone all’ambiente della donazione. Lo fa sensibilizzando sull’argomento, perché molte persone non sanno come si può donare né quali sono le regole da seguire. Il nostro compito è di fornire queste informazioni. Se, poi, le persone scoprono di non poter donare e vogliono comunque far parte dell’associazione, possono diventare volontari. Se, invece, iniziano a donare, gli piace e hanno comunque un giorno libero, possono sempre unirsi a noi.

Foto di Fabio Sianu con il presidente di Avis Pesaro, Filippo Giovannini, e una volontaria
Fabio Sianu (primo a sinistra) con il presidente di Avis Pesaro, Filippo Giovannini, e una volontaria

C’è un episodio della tua esperienza di volontariato che ti è rimasto più impresso e che vorresti raccontare?
Mi fanno sempre molto ridere i bambini che vengono esclusivamente per i palloncini che portiamo e i genitori che, un po’ quasi per gentilezza, si avvicinano ai nostri banchetti e chiedono informazioni.
Poi, quando siamo stati a una festa di paese e mi sono ritrovato, insieme a una mia amica anche lei volontaria, a dover trasportare una corona d’alloro fino a un monumento, ad appoggiarla e a cantare l’Inno d’Italia. È stata una cosa inaspettata.

Cosa porti a casa dopo un turno di volontariato?
Gli sguardi delle persone che sono felici di essere lì. In una vita sempre più veloce, soprattutto sui social ci sentiamo obbligati a fare le cose per un risultato, per dimostrare agli altri che le facciamo e che siamo fatti in un certo modo. E a volte ci dimentichiamo che, tolte le questioni lavorative, siamo liberi di fare quello che vogliamo e non ci rendiamo conto che è la parte più bella della vita: il poter stare in un posto non perché lo dice il calendario, ma perché vogliamo essere lì.        

Fabio Sianu durante un'iniziativa
Fabio Sianu (in piedi a destra) durante un’iniziativa

Cosa diresti a un tuo coetaneo per motivarlo a fare volontariato?
Di provare, perché di sabati da passare in discoteca ce ne sono tanti e di non scoraggiarsi perché, se non conosci qualcuno in quell’ambiente, non vuol dire che non potrai conoscere gente nuova o sperimentare cose nuove. Poi, se non ti piace, avrai passato qualche ora della tua vita. Se ti piace, avrai scoperto qualcosa che non conoscevi, perché non l’avevi sperimentato. Gli direi: “Se riesci a trovare un po’ di tempo, prova: nella quotidianità cambia veramente poco, ma arricchisce tanto”.

Dicci con una parola cos’è per te il volontariato.
Scelta. Può essere la scelta di qualcosa di nuovo che non hai mai fatto, la scelta di perseguire uno scopo nella vita o nei propri interessi o la scelta di esserci un giorno e non quello dopo, senza avere conseguenze. Fare volontariato è una scelta. Se non vuoi farlo, non devi sentirti forzato. Se lo fai, è perché sei felice di farlo.

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